Infissi e risparmio energetico, come beneficiare delle detrazioni fiscali

Anche per tutto il 2018 è possibile effettuare la sostituzione di infissi e serramenti andando a beneficiare delle detrazioni per il risparmio energetico. Attenzione, però, ai termini di scadenza e alle nuove condizioni. Quanto si può detrarre? Che documenti servono? Ecco una breve ed efficace guida per rispondere ad ogni dubbio.

Cos’è l’eco bonus per il risparmio energetico e chi può beneficiarne

Il bonus per il risparmio energetico esiste orami da diversi anni e consente di detrarre dalle tasse una parte, piuttosto consistente, delle spese sostenute per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, azienda o ufficio. E previsto dalla legge di bilancio e gestito dall’Agenzia delle Entrate e dall’ENEA, l’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica.

Del bonus possono usufruire sia le persone fisiche che le aziende, le associazioni e gli enti pubblici e privati che svolgono attività non commerciale.

Per quanto riguarda gli interventi il cui costo è coperto da questo beneficio, il Governo ha previsto un elenco piuttosto lungo e puntuale, che è possibile leggere qui. Quello che ci interessa è che la sostituzione delle finestre (compresi gli infissi e le schermature solari) fa parte di questa lista. E’ evidente, infatti, che degli infissi moderni migliorano in maniera considerevole l’isolamento termico degli edifici e quindi consentono di risparmiare energia sia per il riscaldamento invernale che per il raffreddamento estivo.

Sostituzione degli infissi, quanto si può detrarre e come

A seconda del tipo di intervento, però, il legislatore ha previsto una diversa percentuale di detraibilità delle spese. Nel caso specifico degli infissi, per i lavori effettuati e pagati entro il 31 dicembre 2018, la quota è pari al 50%, meno di quanto era previsto fino al dicembre 2017, quanto era al 65% (infatti si parlava di “detrazione 65”). Inoltre, l’importo detratto non potrà comunque essere superiore al tetto di 60.000 euro.

L’individuazione della data corretta, da cui deriva la possibilità o meno di detrarre e la percentuale di detrazione, merita una specifica. Spesso i lavori di sostituzione degli infissi si prolungano per più tempo e vengono pagati in più tranche. Per chiarire questo punto, la legge specifica due differenti criteri:

  • per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali fa fede la data dell’effettivo pagamento;
  • per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali fa fede la data dell’ultima prestazione.

Infine, una volta individuata la cifra, si dovrà procedere a dividerlo in 10 rate uguali. La detrazione, infatti, non può essere goduta tutta nella prima dichiarazione dei redditi utile, ma va spalmata su 10 anni.

I documenti necessari e l’invio della pratica all’ENEA

Beneficiare del bonus per l’efficienza energetica, nel caso di sostituzione degli infissi, non è complicato, basta far attenzione a pochi ma fondamentali adempimenti burocratici. Sono tre i documenti che devono essere presentati:

  • l’asseverazione: esplicita la conformità tra gli interventi realizzati e i requisiti richiesti dalla legge per l’efficienza energetica;
  • l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica: comprende i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edifici ed è prodotta dopo l’esecuzione degli interventi;
  • la scheda informativa: è il documento che contiene i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese e dell’edificio su cui i lavori sono stati eseguiti, la tipologia di intervento e il risparmio di energia che ne è conseguito, nonché il relativo costo, specificando l’importo per le spese professionali e quello utilizzato per il calcolo della detrazione.

Attestato di certificazione o qualificazione energetica e la scheda informativa devono essere trasmessi per via telematica all’ENEA, entro il termine tassativo di 90 giorni dalla fine dei lavori. La data di chiusura dell’intervento coincide con il collaudo (quando questo è previsto) oppure con altra data dimostrabile attraverso documentazione rilasciata da chi ha eseguito i lavori. Per trasmettere i documenti basta utilizzare l’applicazione presente sul sito www.acs.enea.it.

All’Agenzia delle Entrate, invece, non è necessario comunicare nulla. E’ bene, però, avere cura di conservare la scheda informativa, la ricevuta di invio della documentazione all’ENEA, le fatture e le ricevute degli eventuali bonifici effettuati.

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