Tettoia, pergola o pergotenda. Cosa si può fare senza permessi?

Le differenza tra una tettoia e una pergola sembra minima. Ancora più inconsistente quella tra tettoia e pergotenda. Eppure li in mezzo c’è la distanza tra edilizia libera ed edilizia vincolata. Alcune di queste strutture si possono fare senza chiedere permessi, altre no. Altre ancora vanno valutate caso per caso, in base a principi che la giurisprudenza ha ricostruito con fatica, partendo da leggi piuttosto complesse. Gli esperti SkyGlass hanno preparato un comodo riepilogo per orientarsi in questa giungla.

Tettoia, pergola e pergotenda: analogie e differenze

Come sempre, le disposizioni normative dipendono in gran parte da problemi di definizione. Quindi, prima di chiedersi se tettoia, pergola e porgotenda rientrano nel regime di edilizia libera, è necessario capire di cosa stiamo parlando. Troppo spesso, infatti, queste parole vengono usate in modo improprio o come se fossero sinonimi. Invece non lo sono affatto. Gli unici elementi che hanno in comune sono:’

  • essere attaccate alla struttura portante dell’edificio;
  • decorare (o coprire) uno spazio esterno (terrazzo, balcone o giardino).

Anni di esperienza nel settore, hanno permesso al team di SkyGlass di elaborare una corretta definizione di tutti questi elementi edilizi, da cui poi dipende la legge da applicare. Andiamo con ordine.

Cos’è una pergola (o pergolato)?

La pergola, detta anche pergolato, è una struttura costituita da un’impalcatura con montanti verticali e elementi orizzontali. Ha tre lati e si sviluppa in appoggio ad una parete esterna dell’edificio principale, alla quale è agganciata in modo non definitivo. La caratteristica più rilevante, però, è la sua completa apertura, laterale e superiore (solitamente viene coperta solo con un tetto fato di piante rampicanti). Altri elementi che la definiscono sono l’assenza di fondamenta e la facile rimozione.

Cos’è una tettoia?

Dal punto di vista estetico, la tettoia è molto simile alla pergola. Struttura con montanti verticali, sviluppo su tre lati, aggancio alla parete. La grande differenza è nella parte superiore, che in questo caso è coperta con un “tetto”, che può essere in legno, metallo o plastica dura. Questo la rende sfruttabile in qualsiasi condizione atmosferica, proprio perché riparata. Inoltre, la tettoia è stabile e fissa, anche quando non ha fondamenta.

Cos’è una pergotenda?

Ora tocca alla pergotenda, che è a tutti gli effetti una pergola ma con la parte superiore coperta utilizzando tessuto o materiale plastico morbido, facilmente rimovibile o piegabile. Per il resto, ci troviamo di fronte sempre ad una struttura su tre lati, con montanti verticali, senza fondamenta.

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Quando servono i permessi e quando no, cosa dice la legge

È arrivato il momento di capire quali di queste strutture rientra nel concetto di edilizia libera, cioè che non necessita di permessi o autorizzazioni. La normativa di riferimento in materia è piuttosto frammentata e ingarbugliata, anche perché in parte affidata alle autonomie locali. Anche la giurisprudenza fa fatica a districarsi, nonostante la presenza di un vero e proprio Glossario unico, emanato con Decreto Ministeriale nel marzo 2018.

Per orientarsi sono fondamentali i seguenti concetti:

  • aumento dell’abitabilità
  • stabilità/rimovibilità
  • volume/dimensioni

Permessi per una pergola

In linea generale si può affermare che la pergola, essendo scoperta e facilmente rimovibile, non aumenta l’abitabilità della casa e non ha carattere definitivo. Per questo può rientrare nell’edilizia libera. Con un’eccezione: i casi di pergole di particolare dimensione e importanza strutturale, che hanno un impatto sul “paesaggio”. La valutazione di questi elementi va condotta caso per caso.

Permessi per una pergotenda

Per la pergotenda, invece, possiamo certamente parlare di edificabilità senza necessità di permessi a costruire. Tutte le sue caratteristiche, infatti, la rendono estremamente provvisoria e non in grado di aumentare la cubatura.

Permessi per una tettoia

Discorso praticamente opposto va fatto invece per la tettoia. In questo caso, infatti, ci troviamo in presenza di una struttura che, per la giurisprudenza, ha normalmente carattere di solidità e stabilità e quindi necessita di permessi a costruire. Salvo eccezioni, che in molti casi i giudici si sono trovati ad affrontare, come quello di tettoia di ridotto volume, atte solo a riparare dalla pioggia una o due persone. In queste circostanze non serve alcuna autorizzazione.

In conclusione, è possibile affermare che l’intreccio tra normativa e giurisprudenza ha creato ormai delle “presunzioni” in ordine alla necessità o meno di permessi per pergole, tettoie e pergontende. La certezza assoluta sulla qualificazione di un intervento come edilizia libera, però, non può essere stabilita a priori e in linea generale, bisogna sempre affidarsi ad un analisi caso per caso, che prenda in considerazione le tre caratteristiche elencate: volume, stabilità, abitabilità.

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