Edilizia libera, le coordinate per orientarsi

In caso di piccoli lavori domestici, come ad esempio l’installazione di tettoie e pergolati, capita di fare riferimento all’attività edilizia libera. Ma che cos’è? Quali lavori comprende? D’altronde, capire il confine tra edilizia libera e vincolata è fondamentale per poter procedere a ristrutturare il proprio immobile senza chiedere permessi o autorizzazioni e senza incappare in spiacevoli inconvenienti.

Cos’è l’edilizia libera

In linea di prima approssimazione possiamo dire che si parla genericamente di edilizia libera in riferimento a tutti quegli interventi che, per essere eseguiti, non necessitano di una comunicazione o abilitazione dell’ente pubblico (di solito il comune). Quindi non servono documenti come la Cila, la Scia o il permesso a costruire.

Il problema, però, non è così semplice. La cosa difficile, infatti, non è capire la definizione astratta di edilizia libera ma la sua attuazione concreta. Quali sono gli interventi che vi rientrano? Nel tempo si sono creati numerosi dubbi e differenze interpretative. Questa incertezza dotava gli uffici comunali di margini troppo ampi di autonomia in materia e spesso, da Comune a Comune,le autorizzazioni per lo stesso intervento potevano variare sensibilmente. Per superare queste complicazioni, il legislatore ha deciso di intervenire in maniera netta, dando vita al cosiddetto Glossario dell’Edilizia Libera.

Il Glossario dell’Edilizia Libera

Il decreto del 2 marzo 2018 del Ministero delle Infrastrutture contiene, appunto, un glossario degli interventi realizzabili in regime di edilizia libera con l’obiettivo di evitare interpretazioni differenziate da parte dei Comuni. La lista del glossario unico è stata stilata in attuazione del Dlgs 222/2016e traccia un confine preciso tra i numerosi piccoli interventi contenuti nel Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/2001) e indicati in maniera generica.

Il Glossario dell’Edilizia Libera agisce su due direttrici:

  • indica tutte le opere per le quali era già noto che non fosse necessario un titolo abilitativo: in questo caso compie un’operazione compilativa ma necessaria a riepilogare, con un linguaggio chiaro, informazioni disseminate in decine di fonti diverse.
  • illustra espressamente tutti i casi nei quali i Comuni non possono più imporre vincoli, ovvero gli interventi in cui il regime di edilizia libera è l’unico possibile.

Edilizia libera e normativa “non edile”

Le altre autorizzazioni e normative

Edilizia libera sì, ma fino ad un certo punto, è bene specificarlo. Non devono essere dimenticate, infatti, le altre autorizzazioni “esterne” all’edilizia: norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, relative all’efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico e le disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio. Ancora, vanno tenute in considerazione le eventuali autorizzazioni da richiedere in caso di occupazione di suolo pubblico o procedure per il corretto smaltimento dei materiali di risulta. Nel caso siano necessarie, gli interventi in regime di edilizia libera non sono esenti da queste autorizzazioni.Il decreto, inoltre, non deroga il rispetto delle altre normative di settore, come ad esempio quella sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Le detrazioni fiscali

Discorso analogo anche per le norme in materia fiscale. Infatti, resta comunque salva, per tutte queste opere, la possibilità di chiedere detrazioni fiscali. E’ sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, nella quale indicare la data di inizio dei lavori, attestando che l’intervento rientra in quelli agevolati. A supporto di questo adempimento, sono necessarie le fatture per provare lo svolgimento dei lavori e i pagamenti effettuati tramite bonifico parlante.

Gli interventi in regime di edilizia libera: le principali tipologie

Gli interventi indicati nel glossario dell’edilizia libera sono 58. Vediamo le principali tipologie.

Arredi da giardino, tende, pergolati, tensostrutture

Nell’elenco c’è anzitutto un ampio elenco di opere di arredo da giardino: muretti, fontane, ripostigli, barbecue, giochi per bambini. Tutti questi casi, spesso oggetto di contestazioni e ricorsi, sono diventati intoccabili, se si rispettano i paletti del glossario. Nel caso dei gazebo, dei pergolati, di tende e derivati (come le pergotende) si specifica che, per restare libero, l’intervento deve essere “di limitate dimensioni”, allineandosi in pieno alla giurisprudenza prevalente. Discorso simile può essere fatto per le tensostrutture: al momento dell’installazione serve una comunicazione, mentre tutte le attività di manutenzione, riparazione o rimozione sono libere.

Pannelli e vasche

Anche per i pannelli solari e fotovoltaici non è necessaria alcuna autorizzazione, ma solamente fuori dai centri storici. E non servono titoli abilitativi per l’adeguamento degli impianti di estrazione fumi, ad esempio quando si modifica la direzione di emissione: interventi molto importanti per le piccole attività produttive. Ancora, nessuna comunicazione per le vasche per la raccolta delle acque, che comunque non includono la realizzazione di piscine.

Interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Il glossario approfondisce anche gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche, per cui non servono permessi,così come per installazioni e manutenzioni di ascensori interni e montacarichi che non incidano sulla struttura portante.

Pompe di calore, attività di ricerca, movimento terra, serre mobili

Nel testo, infine, si enunciano come attività di edilizia libera:

  • gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria con potenza termica utile nominale inferiore a 12 KW;
  • le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo di carattere geognostico, ad esclusione degli idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
  • i movimenti di terra legati all’esercizio dell’attività agricola, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
  • le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola.

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